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STATUETTA TANAGRINA

Dettagli Prodotto

Periodo: 350-300 a.C.

Dimensioni: Altezza 17,7 cm, Lunghezza 11,5 cm

Note:

Frammenti ricomposti, braccio destro e dita della mano sinistra persi

Prezzo: €820.00

Descrizione:

Magna Grecia, fine del IV - inizi del III secolo a.C. Statuetta in terracotta policroma raffigurante una delicata figura femminile riccamente abbigliata, accovacciata, il peso insiste sulla gamba sinistra flessa a cui si appoggia anche il braccio piegato e proteso verso l’esterno, la gamba destra è piegata e portata davanti al corpo, il buso è leggermente flesso, poggia su un sottile basamento. Il volto, rivolto verso il basso, è allungato e caratterizzato da grandi occhi, sopracciglia arcuate, naso appuntito e bocca carnosa dipinta di rosso; i capelli crespi, tirati all'indietro in un’elaborata acconciatura a “melone” con doppio chignon, sono marroni. Indossa un lungo chitone plissettato ed un mantello avvolto intorno alle gambe, alla schiena e che ricade sul braccio sinistro in morbide e fitte pieghe, il mantello è bordata da una striscia blu, dall’orlo del chitone fuoriescono le punte delle scarpe di colore marrone. La superficie dell’intera statuetta presenta tracce di scialbatura e vividi colori resti dell’originaria policromia. Ex collezione privata tedesca 

L’esemplare, di pregio non comune, presenta un modellato particolarmente fine e dettagliato e rientra in una delle più eleganti espressioni della coroplastica ellenistica di queste statue cosiddette tanagrine. La produzione è nata in Attica nel IV secolo a.C. ed è nota soprattutto per gli esemplari ritrovati a Tanagra che hanno determinato la denominazione corrente. Le tanagrine (sono così chiamate per analogia anche statuette simili prodotte in altri centri antichi) sono caratterizzate dalla vivace policromia delle vesti bianche e azzurre e dal colore rosso cupo o dorato delle acconciature. Molto forte è l'influsso dei modelli prassitelici; il richiamo alla grande scultura è evidente nelle terrecotte che ripetono il motivo delle note statue di scuola prassitelica dette le Ercolanesi. Sono un prezioso documento del costume femminile, la testimonianza del gusto e della sensibilità del periodo ellenistico. Ogni figura è riprodotta con mirabile vivacità o fantasiosa varietà di atteggiamenti.
Comunicazione alla Soprintendenza Archeologica di Bologna Cod. 32/2020

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