Arte Egizia

STATUETTA LIGNEA DI ANUBI

Dettagli Prodotto

Periodo: 600-400 a.C.

Dimensioni: Altezza 8,8, lunghezza 12,3 cm

Note:

Integro, colore a tratti evanide

Prezzo: €1890.00

Descrizione:

Periodo Tardo, XXV-XXVI Dinastia 747-525 a.C. Statuetta di Anubi in legno intagliato, stuccato e dipinto in nero. Il dio è raffigurato nella sua ipostasi di sciacallo, accucciato con le zampe anteriori distese e la coda ripiegata sul fianco destro; ha il manto di colore nero, la testa è eretta ed il muso aguzzo, le grandi orecchie tese e appuntite, gli occhi a mandorla colorati in bianco con pupilla in nero, l’interno delle orecchie con indicazione dei peli in bianco.
Queste figure di sciacallo disteso erano normalmente poste, da sole o in coppia, sui coperchi dei sarcofagi (a cassa rettangolare e coperchio con volta a botte e quattro pilastrini agli angoli) tipici della XXV dinastia. La divinità raffigurata è Upuaut, "l'apritore delle strade", un dio di ambito esclusivamente funerario che venne poi associato ad Anubi. La sua funzione era quella di garantire al defunto un passaggio sicuro per l’aldilà. Il mondo dell’oltretomba, così importante per gli egizi, era posto sotto la protezione di Anubi, il dio imbalsamatore, uno dei più antichi dei del pantheon egizio, il suo centro di culto era Heliopolis. E' il dio della mummificazione e dei morti. Accompagna il defunto nel viaggio dell'aldilà (in moltissime scene si vede Anubis che amorevolmente prende per mano il defunto). Anubis supervisiona l'imbalsamazione, officia il rito dell'apertura della bocca, protegge e difende il defunto nel suo percorso. Il suo animale sacro era il cane o lo sciacallo errante della valle del Nilo che, al contrario del dio, raffigurato come un cane nero o un uomo dalla testa canina nera, è raramente nero. Il colore nero non era per gli antichi un simbolo di lutto, al contrario era la tinta specifica utilizza per la mummificazione, quindi un simbolo di rinascita. Le denominazioni più comuni di Anubi sono "colui che preside all'imbalsamazione", "colui che vive sulla montagna", "signore della Necropoli" e colui che possiede l'ut (Im-Ut, si chiamano Ut le bende delle mummie).
Dichiarazione alla Soprintendenza Archeologica di Bologna

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