Imponente Statua di Osiride in Bronzo | Periodo Tardo (XXVI-XXX Dinastia) | Bronzo

Questa straordinaria scultura in bronzo a fusione piena raffigura Osiride, la divinità cardine del pantheon egizio, colta nella sua classica postura mummiforme. Il dio è rappresentato stante, avvolto in un sudario aderente che ne sottolinea la natura di sovrano dell’Oltretomba. Sul capo svetta l’elaborata corona Atef, composta dalla corona bianca dell’Alto Egitto affiancata da due piume di struzzo laterali e impreziosita frontalmente dall’ureo regale, simbolo di protezione divina. Il volto, di eccelsa fattura, presenta i tratti distintivi dell’estetica del Periodo Tardo: occhi a mandorla profilati da sottili linee di bistro che si allungano verso le tempie e un sorriso enigmatico che conferisce al reperto un’aura di solennità e distacco ultraterreno. La barba posticcia intrecciata, attributo della natura divina, completa la fisionomia regale.

Le braccia sono incrociate sul petto in un gesto di suprema autorità, reggendo saldamente le insegne del potere sovrano: lo scettro Heqa (il pastorale) nella mano destra e il flagello Nekhekh nella sinistra. La precisione dei dettagli incisi su questi simboli testimonia l’elevata perizia tecnica delle officine fusorie egiziane dell’epoca, capaci di infondere dinamismo iconografico alla rigidità della posa rituale.

Dettagli Tecnici

  • Epoca: Periodo Tardo, XXVI-XXX Dinastia (664-332 a.C.).
  • Materiale: Bronzo con fusione a cera persa.
  • Altezza: 30,5 cm.
  • Stato di conservazione: Reperto integro; presenta lievi scheggiature e incrostazioni minerali coerenti con l’antichità dell’oggetto. Superficie caratterizzata da un’eccellente e profonda patina verde scuro.
  • Provenienza: Ex Collezione Asta Hirsch (Monaco di Baviera).
  • Codice Soprintendenza: 35/2020 (Bologna).

Il Giudice dell’Oltretomba

Osiride non è soltanto il simbolo della rigenerazione vegetale legata alle piene del Nilo, ma è anzitutto il signore supremo del Duat, il regno dei morti. In questa veste, egli presiede alla cerimonia della psicostasia, ovvero la pesatura del cuore del defunto al cospetto della piuma di Maat (la Verità). Possedere un’effigie di tali dimensioni e qualità non era solo un atto di devozione, ma una garanzia rituale di accesso alla vita eterna. La maestosità di questo bronzo riflette l’importanza del culto osirideo durante il Periodo Tardo, epoca in cui la produzione di bronzi votivi raggiunse vette di estremo raffinamento estetico e teologico.

Certificazione Archeologica e Conformità

Il presente reperto è stato regolarmente oggetto di comunicazione ufficiale alle autorità competenti, come comprovato dal Codice Soprintendenza 35/2020 (Bologna). L’opera è accompagnata da documentazione che ne attesta la lecita provenienza e la legittima detenzione, garantendo al collezionista la massima trasparenza e conformità alle normative vigenti in materia di tutela dei beni culturali e archeologici.

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