Sarcofago Felino Ieratico – Epoca Tarda (XXV-XXVI Dinastia) – Legno Intagliato, Stuccato e Dipinto

5.000,00

L’opera in esame rappresenta una straordinaria e raffinata testimonianza della statuaria votiva lignea del Periodo Tardo. Il reperto si distingue per la rarità del supporto materico: sebbene il bronzo fosse il materiale d’elezione per i sarcofagi di piccoli animali durante la Dinastia Saitica, l’utilizzo del legno intagliato, poi meticolosamente stuccato e dipinto, conferisce al manufatto un’aura di calda solennità e una delicatezza plastica superiore. La figura ritrae il felino in una postura ieratica, seduto sulle zampe posteriori con gli arti anteriori perfettamente diritti e paralleli, a sottolineare la tensione spirituale del soggetto. Il modellato del muso è di pregevole fattura, caratterizzato da profondi occhi a mandorla intagliati che catturano la luce, conferendo allo sguardo un’intensità quasi ipnotica. La superficie, trattata con un denso pigmento nero, simula con eleganza la preziosità del basalto o dell’ebano, mentre la curvatura del dorso e la coda adagiata lungo il fianco destro completano un canone estetico di assoluto rigore formale.

Dettagli Tecnici

  • Epoca: Periodo Tardo, XXV-XXVI Dinastia (747-525 a.C.).
  • Materiale: Legno scolpito, rivestito di stucco preparatorio e rifinito con pittura nera.
  • Dimensioni: Altezza 30,5 cm; Lunghezza 18 cm.
  • Stato di conservazione: Ottimo; la struttura lignea è integra e la pellicola pittorica conserva una compattezza rara per reperti di tale antichità.
  • Codice Soprintendenza: 108/2017 (Bologna).
  • Provenienza: Ex collezione privata francese.

Il Culto di Bastet: Simbolismo e Devozione

Il sarcofago non era un semplice contenitore, ma un veicolo per l’eternità destinato a ospitare la mummia di un felino, animale sacro alla dea Bastet. Presso gli antichi Egizi, il gatto, designato con il termine onomatopeico “myeu”, non era solo un compagno domestico, ma l’incarnazione del calore benefico del sole e la protezione contro le forze del caos. Bastet, originariamente leonessa e poi addolcitasi in forma felina, rappresentava l’Occhio di Ra e la fertilità. La protezione dei felini era talmente radicata nella società egizia che le leggi punivano severamente chiunque ne causasse la morte, anche accidentalmente. Questo sarcofago riflette la teologia solare dell’epoca: attraverso la mummificazione e la deposizione in simulacri di tale pregio, il devoto cercava l’intercessione della dea, garantendosi protezione e benevolenza divina.

Certificazione e Riferimenti Istituzionali

Il presente reperto è stato regolarmente oggetto di comunicazione ufficiale alle autorità competenti. In conformità con le vigenti normative sulla tutela del patrimonio culturale, il manufatto è registrato presso la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna con codice di riferimento 108/2017. La lecita provenienza è garantita dalla tracciabilità storica, essendo l’opera già parte di una storica collezione privata francese prima della sua catalogazione in territorio italiano.

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