Intaglio in Ametista con Gryllos – I secolo d.C. – Gemma Semipreziosa
€950,00
Questo raffinato manufatto rappresenta un’insigne testimonianza della glittica romana di età tardo-repubblicana e proto-imperiale. L’opera è incisa su un esemplare di ametista di tonalità viola chiaro, caratterizzata da un taglio circolare piano di notevole spessore. La superficie accoglie un gryllos, figura chimerica e complessa che incarna il virtuosismo tecnico e l’eclettismo tipico dell’arte colta del periodo. La composizione è frutto di una sapiente compenetrazione volumetrica: due volti umani maschili, definiti con estrema precisione nei tratti fisiognomici di barbe fluenti e baffi incisi a bulino, si fondono magistralmente per costituire il corpo globulare di un fenicottero. Il lungo ed elegante collo del volatile funge da asse verticale della composizione, creando un gioco ottico di mimesi e metamorfosi continua, segno di una committenza colta e raffinata.
Il modellato rivela una perizia esecutiva d’eccellenza, dove la durezza della pietra semipreziosa viene vinta da una mano sicura capace di alternare volumi plastici a incisioni lineari minuziose. La scelta dell’ametista non è casuale: oltre al valore intrinseco del materiale, il colore purpureo conferisce al reperto una profondità luminosa che esalta la dinamicità della figura composita, rendendolo un unicum nel panorama della piccola plastica in pietra dura.
- Epoca: I secolo a.C. – I secolo d.C.
- Materiale: Ametista viola chiaro.
- Dimensioni: Altezza 2,3 cm; Larghezza 2,1 cm.
- Stato di conservazione: Ottimo; superficie integra con lucidatura d’epoca ben preservata.
- Provenienza: Ex collezione privata inglese; ex Timeline Auctions (Londra).
- Codice Soprintendenza: RPS 16/2026 (Bologna).
Il Gryllos nell’Arte Romana: Simbolismo e Genesi
Il termine gryllos, tramandato dalle fonti letterarie antiche e in particolare da Plinio il Vecchio, designa un genere di raffigurazione grottesca e caricaturale. Secondo la tradizione, l’inventore di tale genere fu il pittore greco Antiphilos, il quale avrebbe introdotto queste figure composite ispirandosi a danze buffonesche egiziane. Nel contesto romano, tuttavia, tali gemme esulano dal mero spirito ludico per assumere profonde valenze magico-rituali e apotropaiche. Il gryllos agiva come un talismano contro l’invidia e il malocchio (il fascinum), condensando in un’unica immagine simboli di prosperità e protezione. La presenza del fenicottero, animale solare e raro, unita alla duplicità del volto umano, suggerisce una funzione di amuleto destinato a proteggere il portatore attraverso la complessità enigmatica della sua forma, riflettendo la predilezione delle élite imperiali per oggetti che unissero l’estetica ricercata alla potenza esoterica.
Documentazione e Dichiarazione Ufficiale
Il reperto qui analizzato è accompagnato da tutta la documentazione necessaria a certificarne la legittima provenienza e la storia collezionistica. L’oggetto è stato regolarmente oggetto di Comunicazione alla Soprintendenza Archeologica di Bologna, presso la quale è registrato con il codice identificativo RPS 16/2026 (Bologna). La vendita e il possesso del manufatto seguono rigorosamente le normative vigenti in materia di tutela del patrimonio culturale, garantendo al collezionista la piena conformità legale e la tracciabilità storica del bene.






