Elmo Illirico in bronzo (Tipo II) – 650-550 a.C. – Bronzo laminato

Questo esemplare rappresenta una delle massime espressioni della metallurgia arcaica applicata all’arte bellica. L’analisi morfologica evidenzia una calotta sferica possente, sormontata superiormente da una doppia cresta a rilievo: due costolature longitudinali parallele che non solo assolvevano alla funzione estetica di alloggiamento per il cimiero in crine o piume, ma fungevano da nervature di irrigidimento strutturale contro i colpi verticali. I paragnatidi, di forma angolare e marcatamente appuntita, scendono a protezione del volto lasciando libera la zona naso-buccale, mentre la parte posteriore termina in un paranuca estroflesso, tipico dell’evoluzione del Tipo II. Lungo l’intero perimetro dei margini è visibile un raffinato bordo di rinforzo scandito da una fitta fila di rivetti circolari; questi elementi, oltre a costituire un fregio decorativo, avevano il compito tecnico di fissare internamente una fodera in cuoio o feltro, necessaria per attutire gli impatti e migliorare il comfort del guerriero.

Dettagli Tecnici

  • Epoca: Periodo Arcaico, 650-550 a.C. circa.
  • Classificazione: Tipo II (secondo la tipologia di Angelo Bottini).
  • Altezza: 24 cm.
  • Stato di conservazione: Eccellente integrità formale, caratterizzato da una nobile patina verde-bruno di origine cupritica, stabile e uniforme.
  • Codice di tracciabilità: Comunicazione Soprintendenza 13/2012 (Bologna).

L’Elmo dell’Oplita

Nella società greca arcaica, l’elmo rappresentava il fulcro dell’identità visiva e sociale del cittadino-soldato. Come ampiamente documentato negli studi di Angelo Bottini (Antike Helme), l’armamento pesante definiva l’appartenenza alla classe oplitica, l’unica in grado di sostenere i costi di una panoplia in bronzo. Data l’elevata perizia tecnica richiesta per la sua forgiatura, l’elmo era spesso considerato un bene di prestigio, oggetto di trasmissione ereditaria di generazione in generazione. Al termine della propria vita biologica o in seguito a una vittoria militare, questi reperti venivano frequentemente deposti come ex-voto nei grandi santuari panellenici, in particolare a Olimpia, dove fungevano da legame tangibile tra il valore umano e il favore divino.

Documentazione Archeologica e Provenienza

Il presente reperto è regolarmente censito e accompagnato da tutta la documentazione necessaria a garantirne la legittima provenienza. L’oggetto è stato oggetto di comunicazione ufficiale alla Soprintendenza per i Beni Archeologici di Bologna (Rif. 13/2012 (Bologna)). La vendita e il possesso sono pertanto conformi alle vigenti normative del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, garantendo al collezionista o all’istituzione museale la massima trasparenza legale e scientifica.

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