Eccezionale Statuetta di Tritone in Argento – I-II secolo d.C. – Capolavoro della Toreutica Romana
Quest’opera rappresenta un vertice della raffinata produzione metallurgica di età imperiale, raffigurante un Tritone, divinità minore del corteggio marino. La scultura si distingue per una morfologia ibrida resa con straordinaria sensibilità plastica: il torso umano emerge con vigore, esibendo un modellato anatomico possente dove i muscoli pettorali e l’addome contratto testimoniano la perizia dell’artigiano nel dominare l’argento. Il volto, incorniciato da una barba finemente incisa e da una chioma fluente che evoca il movimento ondoso, riflette la nobiltà del lignaggio divino. La transizione tra la forma umana e la porzione ferina è gestita con eleganza, risolvendosi in una coda spiraliforme anguiforme, interamente rivestita da squame embricate e culminante in una doppia pinna caudale. Il braccio destro, flesso in un gesto di forza, era originariamente destinato a impugnare un tridente, attributo iconografico fondamentale oggi perduto, conferendo alla figura una tensione dinamica tipica dell’ellenismo recepito dal gusto romano.
Dettagli Tecnici e Stato di Conservazione
- Epoca: Pieno periodo imperiale (I-II secolo d.C.).
- Materiale: Argento di elevata purezza, lavorato a fusione piena con rifiniture a cesello.
- Dimensioni: Altezza 11 cm; Lunghezza 13,5 cm.
- Stato di conservazione: Il reperto presenta i segni del tempo che ne attestano l’autenticità: il braccio sinistro risulta mancante e la superficie manifesta incrostazioni calcaree e ossidazioni metalliche coerenti con la giacitura archeologica. Sono presenti fratture strutturali che non compromettono la leggibilità formale dell’opera.
- Codice di Riferimento: RPS 205/2014 (Soprintendenza di Bologna).
Il Tiaso Marino nell’Arte Romana e il Prestigio dell’Argento
Il Tritone, figlio di Poseidone e Anfitrite, non è solo una figura mitologica, ma l’incarnazione della potenza rigeneratrice del mare. Nell’iconografia romana, il tiaso marino rappresentava un tema decorativo prediletto per le classi senatorie ed equestri, simboleggiando la prosperità e il viaggio verso l’aldilà (valore apotropaico). L’utilizzo dell’argento, metallo prezioso per eccellenza nelle domus imperiali, suggerisce che questa statuetta appartenesse a un corredo da mensa di altissimo rango o a un larario privato di eccezionale prestigio. La perizia tecnica impiegata nella resa delle squame e nella tensione muscolare colloca questo manufatto nell’ambito delle eccellenze della toreutica antica, destinata a una committenza colta e raffinata, capace di apprezzare il connubio tra mito e materia preziosa.
Documentazione e Dichiarazione Ufficiale
L’opera è accompagnata da certificazione integrale di autenticità e provenienza lecita. Il reperto è regolarmente censito e conforme alle normative vigenti in materia di Beni Culturali, con riferimento specifico alla documentazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna (Codice di riferimento: RPS 205/2014 (Bologna)). Ogni transazione e possesso del reperto sono vincolati al rispetto del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.










