Arte Etrusca

OLPE A ROTELLE ETRUSCO-CORINZIA

Dettagli Prodotto

Periodo: 600-650 a.C.

Dimensioni: Altezza 30 cm

Note:

Ricomposta

Prezzo: €2500.00

Descrizione:

Etruria meridionale, fine del VII - inizio VI secolo a.C. Olpe a rotelle Etrusco-Corinzia con labbro estroflesso e arrotondato, collo cilindrico a profilo concavo distinto con collarino, corpo ovoide svasato verso il basso, ansa a doppio bastoncello impostata verticalmente dall’orlo alla spalla, piede troncoconico, due rotelle circolari innestate sul labbro. Decorazione: interno della bocca, collo e ansa verniciati in bruno, banda circolare in paonazzo all’interno della bocca, motivi circolari a puntini suddipinti in bianco sul collo e alla base dell’ansa, motivo a stella sulle rotelle, sul corpo tre fasce con teoria di animali gradienti fra i quali si riconoscono pantere, cigni e lepri; nel campo rosette a macchia.
Si definisce ceramica etrusco-corinzia la produzione di imitazione e adattamento della ceramica prodotta a Corinto dei periodi transizionale e maturo. Inizia nell'Etruria meridionale intorno al 630 a.C., data convenzionale per l'inizio del periodo detto orientalizzante, con un gruppo di vasi attribuiti ad un ceramografo formatosi a Corinto tra il 640 e il 625 a.C. e chiamato convenzionalmente Pittore della sfinge barbuta; i centri maggiormente produttivi sono Veio, Caere, Tarquinia e Vulci. Termina intorno al 540 a.C. con la fine delle esportazioni da parte di Corinto e con lo stabilirsi in Etruria dei primi laboratori di ceramica a figure nere. Si tratta di una produzione scarsamente omogenea, le decorazioni sono prevalentemente lineari e animalistiche, mentre le figure umane sono presenti in misura minore. La tecnica policroma è particolarmente diffusa, consona all'esuberante fantasia disegnativa che conduce a figure sproporzionate e inverosimili, impensabili per il mondo greco; è affiancata dalle figure nere e impiegata sia su piccoli vasi a decorazione miniaturistica, di stretta imitazione corinzia, sia su anfore di più grandi dimensioni di impronta maggiormente locale. Le forme vascolari derivano da quelle corinzie e sono costruite in modo imitativo anche per ciò che riguarda l'argilla, che si presenta fine e di color giallo chiaro, appena tendente al grigio o al marrone. La pittura è opaca e leggera. Insieme al corinzio, sono presenti influenze laconiche e greco-orientali.
Dichiarazione alla Soprintendenza Archeologica di Bologna Cod. 110/2017

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