Arte Romana

INTAGLIO IN OCCHIO DI TIGRE DI DELFINO

Dettagli Prodotto

Periodo: 0-100 d.C.

Dimensioni: Altezza 1 cm; Larghezza 1,3 cm

Note:

INTEGRO

Prezzo: €440.00

Descrizione:

Periodo Imperiale, I-II secolo d.C. Intaglio in occhio di tigre bruno con striature giallo-oro di forma ovale troncoconica convessa, raffigurazione di un delfino sulle onde marine. Pietra rara.

L'intaglio delle pietre preziose al tempo dei romani era molto più che una semplice aggiunta alla manifattura dei gioielli, almeno fino al tempo degli Antonini, il sigillo era l'emblema personale che richiamava l'orgoglio della tradizione famigliare o credenze fermamente professate dal possessore. Un sobrio senatore, che avrebbe bollato la gioielleria come effemminata, indossava tuttavia pietre sigillo intagliate. Inoltre quando la scrittura corsiva non era molto sviluppata, le gemme intagliate stampate nella cera o nell'argilla, erano l'unica efficace forma per firmare. Dal I secolo a.C. le gemme vennero intagliate usando una grande varietà di pietre - sardonica, corniola, e onice come le più rare ametista, acquamarina, zaffiro, granata importate dall'India. I principali intagliatori di gemme al servizio dei Romani erano Greci, l'orgoglio che traevano dalla propria arte è dimostrato dal fatto che firmavano le loro opere. Il più grande intagliatore fu Dioskourides, artefice dei sigilli dell'Imperatore, la cui abilità è ricordata da Plinio. Nel tardo I secolo e nel II secolo, sorsero botteghe anche nelle provincie dell'Impero oltre ai vecchi centri come Aquileia e Roma. Tra queste Romula (Bucarest) in Romania e un sito nel nord della Britannia, probabilmente Carlisle. Diaspro rosso, corniola e nicolo furono favoriti, ma gli intagliatori erano ora maggiormente interessati nei modelli e trame piuttosto che nelle forme lineari
Dichiarazione alla Soprintendenza Archeologica di Bologna Cod. RPS 60/2019

 

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