Arte Egizia

AMULETO DI NEFTIS

Dettagli Prodotto

Periodo: 664-332 a.C.

Dimensioni: Altezza 1,8 cm

Note:

Integro

Prezzo: €100.00

Descrizione:

Periodo Tardo, XXVI Dinastia. Amuleto in faiance turchese raffigurante la dea Neftis incidente su base rettangolare, le braccia distese lungo i fianchi, indossa una lunga e stretta tunica, la parrucca tripartita e il suo emblema: la corona raffigurante il simbolo geroglifico del palazzo; pilastro dorsale. Incisione molto fine e dettagliata nonostante le piccole dimensioni.
Neftis fu in origine una dea funeraria di Heliopolis. Secondo il mito osiriaco era figlia di Geb e Nut nonché sorella di Iside, Osiride e Seth. Come sposo Neftis ebbe il fratello Seth, dio del deserto, della tempesta e del caos, dal quale però non riuscì ad avere figli. Desiderando ardentemente un figlio da Osiride, gli si avvicinò con l'inganno, facendolo ubriacare, oppure, secondo un'altra versione del mito, travestita da sua sorella Iside. In seguito a questo rapporto illegittimo nacque Anubis. Esiste tuttavia qualche leggenda che attribuisce la paternità di Anubis a Seth. Dopo l'uccisione di Osiride per mano di Seth, Neftis, nel frattempo pentita del suo tradimento, abbandonò il proprio sposo per affiancare la sorella Iside nella ricerca della salma smembrata, partecipando poi ai riti funebri della ricomposizione del corpo. Compiuta l'imbalsamazione - con le sembianze di due nibbi (uccelli della famiglia dei falchi) - le due sorelle gridavano lamenti funebri, coprendo e proteggendo il morto con le lunghe ali. Più tardi, durante altri riti funebri, si trovavano spesso Neftis alla testa e Iside ai piedi del defunto a gridare lamenti funebri. Venivano anche raffigurate in veste di nibbi sui sarcofagi. Generalmente Neftis venne raffigurata come donna che reca sul capo il simbolo che la distingue, il castello. Il suo nome deriva infatti da nebet-het, "la Signora del castello". In una mano tiene l'ankh (simbolo della vita) e nell'altra lo scettro di papiro. Ebbe culto particolare a Diospolis Parva, versione greco-romana per Het, capitale del VII nômo dell'Alto Egitto, la odierna Hu.
Amuleti in forma di dei e animali sacri (teomorfi) venivano utilizzati soprattutto come pendenti, avevano in genere la funzione di porre chi li portava sotto la protezione della divinità raffigurata.
Comunicazione alla Soprintendenza Archeologica di Bologna Cod. 123/2017

richiedi informazioni

Inviando il modulo autorizzo il trattamento dei dati personali trasmessi (Privacy & Coockie Policy )