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04.04.16

Grecia e Magna Grecia - CRATERE APULO A FIGURE ROSSE


CRATERE APULO A FIGURE ROSSECRATERE APULO A FIGURE ROSSECRATERE APULO A FIGURE ROSSECRATERE APULO A FIGURE ROSSE

Grecia, 390-370 a.C. Cratere apulo a figure rosse con labbro estroflesso distinto con orlo arrotondato, corpo campaniforme, anse a bastoncello impostate orizzontalmente e ritorte verso l’alto, piede a echino con risega presso la faccia superiore. Decorazione accessoria: Sotto il labbro tralcio di foglie d’olivo; attacco delle anse decorato con serie di raggi, sotto le anse palmetta doppia aperta tra girali a spirale, sotto le due scene figurate meandro interrotto da un motivo a croce inquadrato fra due sottili linee risparmiate. Decorazione Principale: Lato A) Nel campo figura femminile centrale seduta e gradiente a sinistra, con la mano destra alzata impugna un tirso fiorito. La donna è vestita con lungo chitone plissettato aderente alle forme del corpo, fermato sulle spalle con due fibule e in vita da una cintura, capelli acconciati con kekryphalos, il ricco abbigliamento è completato da collana, orecchini e dei bracciali. Alla sinistra un giovane efebo completamente nudo ad eccezione del mantello che porta drappeggiato intorno al braccio sinistro e ricade in balze sino ai piedi, il giovane ha la muscolatura perfettamente delineata, porta un diadema aureo nei capelli ricciuti, il braccio destro alzato e ha un lungo bastone nella mano sinistra. Sul lato destro un satiro stante e gradiente a sinistra, è nudo tranne un corto mantello che indossa sulle spalle, ha lunga barba e orecchie ferine, porta un diadema intorno alla testa, con la mano destra alzata impugna una torcia fiammeggiante e nella sinistra porta una cista decorata  Lato B) Scena composta da quattro figure contrapposte: al centro efebo nudo con la muscolatura delineata, è seduto su uno sgabello e gradiente a sinistra, ha il mantello drappeggiato intorno alla gamba destra e impugna un lungo bastone con la mano destra, un diadema tra i capelli, di fronte a lui una donna stante con lungo chitone drappeggiato che rivela le forme del corpo, indossa collana di perle, orecchini a pendente e bracciali, con la mano sinistra porge una phiale decorata, una tenia ricamata appesa sopra di loro. Sulla destra un uomo stante con le gambe avvolte nell’himation da cui esce solo il busto nudo e il braccio destro appoggiato ad un lungo bastone, un diadema sulla testa, di fronte a lui una figura femminile riccamente abbigliata seduta con la mano destra alzata, indossa un lungo chitone, diadema e sakkos, bracciali collana e orecchini.
Più della metà dei vasi a figure rosse pervenutici possono attribuirsi all’Apulia: è chiaro che, almeno nel IV secolo a.C., dovevano essere presenti numerose e rilevanti officine. Alla base dell’iniziale fioritura della ceramica apula a figure rosse è da porre la sempre minore esportazione di vasi attici negli anni della guerra del Peloponneso, di conseguenza, la necessità di provvedere ad una produzione sostitutiva che si adattasse al gusto dei committenti più esigenti.
Comunicazione alla Soprintendenza Archeologica di Bologna. Cod. 83/2009

 



Anno: 390-370 a.C.
Dimensioni: Altezza 44 cm; Diametro 42 cm
Note:

Ricomposto da frammenti con integrazioni





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