COOKIE_BANNER
Inviaci la tua email per iscriverti alla mailinglist ed essere sempre aggiornato sulle ns. novità
Antiquariato e reperti archeologici: il catalogo dei nostri prodotti
03.12.14

Grecia e Magna Grecia - CRATERE ATTICO A FIGURE ROSSE


CRATERE ATTICO A FIGURE ROSSECRATERE ATTICO A FIGURE ROSSECRATERE ATTICO A FIGURE ROSSECRATERE ATTICO A FIGURE ROSSE
Civiltà Greca, Attica, IV secolo a.C. Cratere attico a figure rosse attribuito al Pittore di Filottrano, con labbro estroflesso distinto con orlo arrotondato, corpo campaniforme allungato verso il basso, anse a bastoncello impostate orizzontalmente e ritorte verso l’alto, piede a echino con risega presso la faccia superiore. Decorazione accessoria: sotto il labbro tralcio di foglie d’olivo; spazio tra le anse, risega del piede e parte inferiore risparmiati, sotto le due scene figurate meandro sinistrorso inquadrato fra due sottili linee risparmiate. Decorazione : Lato A : Griphomachia : al centro un grosso grifone dipinto in bianco, rampante e con imponenti ali piumate, becco adunco, lunghe orecchie appuntite, corpo da leone e testa di uccello, attacca una donna della tribù degli Arimaspi nell’atto di difendersi con la lancia che impugna con la mano destra, il braccio alzato sopra la testa nell’atto di scagliarla contro l’animale, la donna indossa una corta tunica plissettata ricamata e stretta in vita da una cintura, lunghi pantaloni e maglia a pois che ricoprono completamente le braccia e le gambe, come nello stile orientale, copricapo frigio, nella mano sinistra impugna uno scudo circolare, a sinistra una seconda amazzone su di un cavallo rampante e gradiente verso destra, anch’essa indossa il costume tipico con corto chitone plissettato e ricamato sopra maglia e pantaloni a pois, copricapo frigio, con la mano sinistra tiene le redini mentre con la destra impugna una spada che brandisce con il braccio alzato nell’atto di colpire. Lato B: scena di conversazione in una palestra tra tre efebi completamente ammantati con un lungo himathion da cui fuoriesce solo la testa, uno impugna uno strigile e quello centrale una palla.
Tra le ultime manifestazioni della ceramica attica a figure rosse vi è quella impropriamente chiamata stile di Kerch, fiorito attorno al 370 a.C. sino al 330-320 a.C. nelle colonie greche di Crimea e caratterizzato da figure sottili e un policromatismo datogli dall'uso di vernice bianca e doratura. I vasi vengono così chiamati perché una grande quantità ne è stata rivenuta a Kerch (antica Pantikapaion in Ucraina) sul Mar Nero. La maggior parte di questi vasi si trova ora all’ Eremitage a San Pietroburgo. Non è possibile definire i criteri formali che lo separano stilisticamente dallo stile contemporaneo della pittura tardo classica, la fase dello stile di Kerch coincide con la fine della pittura a figure rosse nel suo complesso. L'identificazione dei singoli pittori è spesso difficile. Al momento della loro produzione, i vasi in nello stile di Kerch vengono esportati in tutto il bacino del Mediterraneo, ma a differenza di epoche precedenti, la zona del Mar Nero diventa il mercato principale di esportazione per questa particolare tipologia di ceramica Attica. Nel IV secolo a.C. la distribuzione dei vasi attici subì una rivoluzione radicale, già iniziata a partire dalla fine del secolo precedente, e il commercio con questa zona si rafforzò notevolmente. Venivano impiegate la maggior parte delle forme vascolari precedentemente vigenti, ma crateri, lekanis e pelike erano particolarmente popolari. I motivi trattati riguardano per lo più scene della vita femminile (spesso esageratamente idilliaci), temi dionisiaci e soggetti riguardanti Artemide e Demetra. I Grifoni in combattimento sono un altro argomento particolarmente apprezzato e caratteristico. Le figure sono spesso eleganti e finemente decorate anche se stilizzate e manieriste. Dettagli e ornamenti svolgono un ruolo importante, bianco, giallo e rosso sono stati spesso utilizzati come colori aggiuntivi. Una nuova forma di combattimento esclusiva del quarto secolo è la Gryphomachia. I grifoni, secondo la mitologia greca, vivevano nel lontano Nord dove sorvegliavano immensi depositi d’oro ed erano in costante conflitto con una tribù nota come Arimaspi. Secondo Erodoto questo popolo viveva nelle steppe della Scizia ed era caratterizzato dall’avere un solo occhio. I pittori però non seguirono questa convenzione e li ritraggono piuttosto come amazzoni raffigurate secondo il costume orientale con tuniche decorative.
Dichiarazione alla Soprintendenza Archeologica di Bologna Cod. 182/2013
C.F.R. Beazley 1963, p. 1455, 2; 1694 e Spina : Storia di una città tra Greci ed Etruschi, Ferrara Arte, 1993, tav. 120, pag.271


Anno: 380-360 a.C.
Dimensioni: Altezza 32,5 cm
Note:

Lievi scheggiature





Richiedi informazioni


« Visualizza tutti i prodotti di questa categoria
Mutina Ars Antiqua
Via Segantini 13, 41124 Modena
Tel 348/5723010
email info@arsantiqua-online.com
PI 02619680362 - Privacy & Cookies Policy
credits